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Nuova Fatwa del Grand Mufti Saudita: mangiare la moglie in caso di necessità è lecito

Un famoso proverbio italiano afferma: “Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io” . Non esiste proverbio migliore che si possa applicare ai rapporti commerciali e geopolitici attualmente esistenti tra Arabia Saudita e paesi occidentali ma anche tra Arabia Saudita e il mio paese, l’Afghanistan.

Sembra proprio che occorra un intervento divino per convincere i vari stati dell’arena internazionale che non vi sono accordi commerciali che valgano la pena di esser conclusi di fronte alla pericolosità di questo ricco acquirente. E’ di oggi la notizia secondo la quale il Grand Mufti dell’Arabia Saudita ha emesso un fatwa secondo la quale un uomo può mangiare la carne della propria moglie in caso di estremo bisogno.

Il giornale al-Quds al-Arabi ha riportato che secondo il Grand Mufti “Abdul-Aziz ibn Abdullah Al ash-Sheikh” moglie e marito sono un corpo solo e se l’uomo ha troppa fame è autorizzato a mangiare sua moglie o parti di essa. La notizia ha suscitato l’indignazione internazionale ma alcuni affermano che non sia vera ma creata ad arte per scopi politici.Al Quds

Anche se la notizia non fosse vera, è documentato che lo stesso Mufti nel corso degli anni si è contraddistinto per aver rilasciato dichiarazioni quantomeno controverse, come quella nella quale affermava che tutte le chiese nella penisola arabica devono essere distrutte o la fatwa nella quale affermava che le bambine di dieci anni sono pronte al matrimonio e quindi ad assolvere i doveri coniugali.

Qualcuno potrebbe ingenuamente affermare che queste sono semplicemente le parole di un pazzo e che non rappresentano affatto il pensiero della maggioranza. Purtroppo però quest’uomo riveste una carica importantissima essendo il più alto ufficiale della legge religiosa islamica sunnita del paese. L’Arabia Saudita è nota alla cronache per il trattamento disumano delle donne, alle quali è proibito guidare, andare in bicicletta, votare, studiare e uscire di casa se non accompagnate da un “guardiano” parente di sesso maschile.

E’ nota anche per il trattamento disumano nei confronti degli immigrati, spesso costruttori o domestiche che arrivati nel paese in cerca di lavoro si trovano spesse volte schiavizzati, torturati e impossibilitati persino a tornare nei loro paesi di origine; è famosa poi per le condanne a morte di omosessuali, prostitute e apostati ma anche per la mancanza di luoghi culturali come cinema, teatri e biblioteche (non religiose).

Infine è nota per il grande supporto alla diffusione del terrorismo e del fondamentalismo nel mondo, con i miliardi di dollari investiti in madrasse wahabite e aiuti a Talebani e Al-Qaeda.

Tutto ciò ricorda tristemente un altro “stato” che non ha ancora fortunatamente trovato riconoscimento ufficiale sulle cartine geografiche mondiali. L’unica differenza tra questi due “stati” sta nel fatto che l’Arabia Saudita è uno storico alleato dei paesi occidentali. L’unica speranza è che l’apertura di negoziati con l’Iran porti ad una rivisitazione dei rapporti con l’Arabia Saudita, vero pericolo della stabilità del Medio Oriente e della pace nel mondo.

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