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Gholam Nabi, Richiedente Asilo Disabile Deportato in Afghanistan e Picchiato dalla Polizia Norvegese


Di Kawa Gharji
Tradotto da Nicole Valentini

Gholam Nabi è stato deportato due giorni fa dalla Norvegia. Oggi l’ho chiamato per telefono mentre si trovava a Kabul. Era stanco e malato, la sua schiena è peggiorata.
10614212I poliziotti che lo hanno deportato non gli hanno consentito di prendere le sue medicine contro il dolore. Anche alla struttra dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), presso il quale alloggia in questi giorni, si sono rifiutati di portarlo all’ospedale. Nabi mi racconta il comportamento che hanno avuto i poliziotti norvegesi nei suoi confronti e mentre me lo racconta sento che sta per piangere.

I poliziotti gli hanno legato mani e piedi e gli hanno infilato un cappuccio sulla testa come ai prigionieri che siamo abituati a vedere nelle immagini provenienti da Guantanamo. Quando dentro l’aereo, per il dolore e l’impossibilità di respirare, Nabi ha ha chiesto aiuto due poliziotti lo hanno tenuto fermo mentre un terzo gli premeva le mani sulla bocca, peggiorando ulteriormente la sua condizione respiratoria.

Allo scalo di Mosca Nabi ha chiesto di andare in bagno visto che non gli era stato permesso andare sull’aereo ma la sua richiesta è stata rifiutata. Nabi voleva parlare con me così ha chiesto il permesso di fare una telefonata. Ho così ricevuto una chiamata con numero privato proveniente dal cellulare della polizia, durante la quale Nabi mi ha spiegato la sua situazione.

Dopo pochi minuti ho ricevuto un’altra chiamata ma questa volta ho potuto sentire solo il pianto e le urla di Nabi che implorava di non essere picchiato. Insieme a Nabi ieri sono stati deportati altri cinque richiedenti asilo con voli diversi ma sempre con la stessa compagnia aerea, la Turkish Airlines.

Ora Nabi si trova nella strutta dell’OIM di Kabul con altre venti persone tutte deportate dalla Norvegia. Per due settimane Nabi potrà rimanere nella struttura dopodiché sarà gettato in mezzo alla strada non avendo una casa e nemmeno dei parenti, i quali sono stati uccisi dai talebani alcuni anni fa nella provincia di Baghlan. Uno dei richiedenti deportati assieme a Nabi si chiama Abdullah Hussaini.
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Abdullah è stato deportato con una gamba rotta. Abdullah si è rotto la gamba giocando a calcio il giorno prima di essere deportato. Quando si è recato all’ospedale per farsi curare, i poliziotti lo hanno arrestato e non gli hanno nemmeno permesso di farsi applicare il gesso prima di essere deportato.

Adesso questi richiedenti si trovano a Kabul, senza un futuro e tra due settimane rimarranno per strada mentre Nabi è ancora paralizzato e probabilmente non potrà camminare mai più.

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